La breve storia delle Gruppo B ebbe inizio nel 1981 quando la FISA ( Federazione Internazionale dello Sport Automobilistico ) abolì i gruppi 1, 2 e 4 sostituendoli con nuove categorie. Il Gruppo B ammetteva modelli costruiti in un minimo di 200 esemplari senza particolari limitazioni alle prestazioni e alle caratteristiche delle vetture. In una esasperata lotta per il primato le principali case automobilistiche impegnate nel mondiale rally progettarono quindi modelli sempre più performanti veri mostri di potenza. Si disse allora che il rally aveva imboccato una strada senza ritorno, che le auto assomigliavano sempre più a Formula uno da strada e che le potenze dei motori, prossime ai 500 cv , rappresentavano un pericolo per i piloti e per le migliaia di spettatori che seguivano le corse. I piloti accettarono la sfida e giunsero persino a modificare il loro stile di guida per domare la potenza dei mostri del Gruppo B. Le case costruttrici dal canto loro consideravano il mondiale rally un importante banco di sperimentazione per i modelli da strada oltrechè un grande palcoscenico per affermare la propria immagine. Anche la risposta degli appassionati fu positiva, l'interesse per i rally crebbe a livelli mai raggiunti prima e migliaia di tifosi si riversarono nelle strade per seguire i passaggi delle più potenti auto mai apparse nel mondiale rally.
La decisione era presa, le Gruppo B sarebbero diventate le nuove regine della velocità su strada; ma fu un sogno che durò solo cinque anni perchè una serie di tragici incidenti convinse la FISA ad abolire la categoria alla fine del 1986. Oggi, non rimane che il ricordo di quei fantastici bolidi , del loro inconfondibile ruggito , delle loro accelerazioni brucianti. Il mondiale rally per le case costruttrici rappresentava un campo di sperimentazione illimitato.
Le vetture Gruppo B raggiunsero il massimo sviluppo nel 1985-1986 quando le prestazioni raggiunsero livelli mai più eguagliate. Negli anni delle gruppo B la passione per i rally raggiunse livelli incredibili; un numero crescente di tifosi cominciò a seguire le gare dal vivo percorrendo anche grandi distanze con qualunque tipo di tempo pur di dare un'occhiata ai propri eroi. I principali rally furono seguiti da più di due milioni di persone attratte dai grandi nomi e dalle prestazioni delle auto e dei piloti. Il Gruppo B rappresentò dunque una sfida sia per i piloti che per gli ingenieri, dal momento che i primi erano alle prese con auto estremamente difficili da guidare, mentre i secondi erano costantemente impegnati a progettare modelli più potenti ma allo stesso tempo più leggeri e maneggevoli. Ma le soddisfazioni maggiori erano riservate ai tifosi che ebbero la possibilità di ammirare le più potenti auto mai apparse nel mondiale rally.
(Mondocorse-Le Favolose Gruppo B)